Cominciamo proprio bene!

(English version below)

Buongiorno regiz, come stiamo, tutto bene? Io una meraviglia!

Secondo articolo del blog… si parte! Da un po’ di tempo ho iniziato ad adottare i primi accorgimenti per una vita a rifiuti zero e pertanto mi sto già accorgendo che ci sono degli ostacoli che, ahimé, mi hanno causato frustrazione e senso d’impotenza. Ammetto che basta poco per buttarmi giù, ma cerco sempre di avere polso con me stessa e di tirarmi su le maniche perché non posso proprio permettermi di essere negativa. Allora, cosa è successo? Il mio percorso verso la sostenibilità è iniziato con l’utilizzo di borse della spesa riutilizzabili, una raccolta differenziata precisa, la produzione di alcuni cosmetici del tutto naturali e il rifiuto verso tutto ciò che è usa e getta. Finora, ho cercato di automatizzare queste pratiche in modo che diventassero delle normali azioni e non costituissero un peso per me. Con le borse della spesa notavo che la difficoltà consisteva nel ricordarsi di portarle con sé. Ho iniziato innanzitutto a tenerne una nella borsetta di tutti i giorni e poi a sforzarmi di ripiegarla e riporla immediatamente dentro non appena sistemata la spesa a casa (o qualsiasi altro oggetto acquistato dato che la borsa riutilizzabile non serve solo per la spesa). Con i cosmetici, non ho trovato grossi problemi se non il fatto che dovrei ampliare la produzione dato che al momento ho realizzato solo deodoranti e burri corpo. Per quanto riguarda l’usa e getta, sto cercando di limitare l’utilizzo al minimo per quando proprio non se ne può fare a meno. Ma è proprio con la raccolta differenziata che casca l’asino! Eh sì, perché mi sono resa conto che se abitassi da sola, sarebbe tutto più semplice e soprattutto si farebbe a modo mio! E invece no, per fortuna! Durante gli ultimi sei mesi ho vissuto con mia madre e prima ancora in situazioni di coinquilinaggio (passatemi il termine). Ogni tanto mi accorgo che la raccolta differenziata è fatta un po’ alla cazzo di cane e allora mi ritrovo a rovistare nell’immondizia per riporre i rifiuti nel bidone a cui appartengono, il tutto accompagnato da un brontolio di sottofondo della sottoscritta. Differenziata a parte, i conti non tornano nemmeno quando sono gli altri a fare la spesa, perché mi accorgo di acquisti inconsapevoli, come frutta e verdura fuori stagione o di prodotti che sono stati imballati con plastica o styrofoam. Inizialmente ho pensato che ciò rappresentasse un ostacolo al mio stile di vita, ma in un secondo momento ho riflettuto sul fatto che non posso imporre il mio pensiero agli altri perché non tutti sono fiscali come me nonostante possano avere a cuore l’ambiente. Allora mi metto il cuore in pace e rifletto sul fatto che l’importante è fare del proprio meglio senza giudicare ciò che fanno gli altri. Se proprio proprio, posso affrontare l’argomento con l’intento di sensibilizzare, ma rimangono giustamente liberi di fare come meglio credono.
Così, per rinfrancarmi un po’ lo spirito tra un enigma e l’altro (grande Settimana Enigmistica!) sono andata a spulciare tra i miei siti preferiti per vedere se ero l’unica a provare questo leggero senso d’impotenza e mi sono accorta che no, non sono la sola! Nella lista che segue, ho raccolto le testimonianze di vari blogger che espongono quali sono le difficoltà che hanno incontrato:

  • vivere con persone che non sono altrettanto consapevoli;
  • mangiare al ristorante o a casa di amici che utilizzano prodotti usa e getta perché nel primo caso spesso non si riesce a evitare; nel secondo risulteremmo irrispettosi e moralizzatori facendo notare che la scelta di piatti e posate di plastica e tovaglioli di carta non è ecosostenibile;
  • cambiare le nostre abitudini: i nostri nonni non avevano la convenienza di trovare tutto pronto impacchettato e inconsciamente vivevano in maniera più ecologica. Tornare ad avere abitudini più ecocompatibili richiede sforzo e tempo;
  • vivere in una società che promuove consumismo: la tentazione di acquistare nuovi oggetti è qualcosa che noi tutti abbiamo e imparare a zittire questa voce interna può essere a volte difficile;
  • l’impossibilità di produrre zero rifiuti. Al massimo, è possibile una riduzione drastica, ma non si arriverà mai a zero. Il concetto di rifiuti zero deve essere considerato come un’aspirazione e un obiettivo. Fattene una ragione;
  • la quantità di rifiuti prodotta dipende anche dal paese in cui si vive. Avere la possibilità di accedere a mercati di prodotti locali, esercizi che vendono prodotti sfusi e negozi dell’usato sicuramente facilitano questo stile di vita;
  • l’inizio è la parte più dura poiché bisogna dedicare tanto tempo alla causa.

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Infine, e questo lo aggiungo io, per me è difficile l’organizzazione che richiede una vita a impatto zero. Essendo disorganizzata già di mio, faccio fatica a pianificare i miei pasti in modo da non dovere acquistare qualcosa da preparare velocemente. Mi piace cucinare ma non quotidianamente o tutto il giorno. Questa società basata sul consumismo abbindola i consumatori facendo leva sulla praticità e velocità di preparazione dei prodotti. Basti pensare all’insalata: una busta di insalata già lavata e pulita non è forse più conveniente di un cespo da tagliare, mondare e lavare? Questo aspetto è un obiettivo su cui avrò molto da lavorare.

Ma non disperate, ci sono anche buoni consigli che i nostri amici blogger ci danno! Vediamo quali sono:

  • inizia immediatamente! Non appena dichiari a te stesso che vuoi avere uno stile di vita ecosostenibile, nella tua testa si attiverà un lato eco del cervello (confermo 🙂 );
  • prenditi il tuo tempo: non è una gara e nessuno compete contro nessuno;
  • scrivi nero su bianco un obiettivo che si desidera raggiungere e datti una data di scadenza; aiutati con dei post-it per ricordare un accorgimento che dimentichi spesso o metti delle sveglie sul cellulare; crea un elenco con due colonne: in una la situazione attuale e nell’altra le alternative ecologiche che potresti implementare;
  • se vivi con persone poco consapevoli, prova a insegnare tramite l’esempio e non cercare di “dare una lezione”. Dà informazioni solo se sono loro a chiedertelo (questo me lo devo ricordare) e quando saranno più a loro agio con l’idea saranno anche più aperti a provare;
  • se il proprio partner non ne vuole sapere, concentrati solo su te stesso e non lasciare che ti distragga dal tuo intento. Non lamentarti e non giudicarlo;
  • guardando la propria credenza, una volta che quel determinato prodotto è finito e devi ricomprarlo, inizia a sostituirlo con alternative più ecosostenibili (prodotti sfusi, imballaggi di materie prime riciclate o prodotti a km 0);
  • iscriviti a gruppi Facebook che possono aiutarti in uno shopping più consapevole o indirizzarti dove poter acquistare prodotti sfusi nella tua zona. I GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) sono un’ottima soluzione;
  • gli oggetti più ecocompatibili sono quelli che già possediamo o che provengono da un negozio di seconda mano. Non c’è alcun bisogno di comperare un intero set di barattoli solo perché sono di vetro. I contenitori in plastica che hai in casa vanno benissimo!

Infine, esiste un’intera comunità di ambientalisti e persone consapevoli con tanta passione per il nostro pianeta da cui possiamo prendere esempio e ispirarci!
Spero che questi due elenchi vi abbiano dato un motivo in più per provare. Personalmente, mi hanno aiutato a fare chiarezza e anche rincuorato molto!
Hasta luego, ci vediamo al prossimo post. Grazie

What a start…

Morning guys, how are you? I’m great!

Second blog post… let’s start! I’ve been putting into use some zero waste tips lately and I am already facing some troubles that give me a wee bit of frustration and powerlessness. I must admit it doesn’t take long for me to feel overwhelmed, but I always try to toughen up as I can’t allow myself to be negative. So, what happened then? My journey towards a zero waste life started by adopting reusable bags, implementing a conscious recycling, making natural cosmetics and diminishing the use of single-use items. I tried to automatize these tips so that they would become a normal everyday practice. With reusable bags, I noticed that I had a hard time remembering to bring it with me. I therefore started to keep one in my handbag and then I would strive to not forget to put it right back inside once I put my groceries away, or whatever I would buy given that reusable bags are perfect for everything. Making my own cosmetics was actually fun, although I need to broaden my production as I am just making deodorant and body lotions for the moment. For single-use items, I try to do my best by using it only if strictly necessary. My booby trap is recycling because I realized tht if I lived by myself everything would be easier and especially it would be done my way only! But it ain’t like this, luckily! During the last six months I have been living with my mother, while previously I lived with some flatmates. Sometimes I notice that recycling is done improperly, so I find myself rummaging through the garbage to put everything back in its right recycling bin, while muttering between my teeth. If this wasn’t enough, even groceries shopping done by others is made without any logic, with purchases of fruit and veggies out of season or products packaged in plastic and styrofoam. At first, I thought that this would hinder my new lifestyle; then I realized that I can’t impose my world view on others as not everybody is as strict as I when it comes to environment, although they might care for it their way. So I’ve put my mind at rest, told myself that what’s important is to do my best without judging others. At the most, I can try to make people aware, but nonetheless they have the right to do whatever they like.

So, in an effort to cheer myself up, I went through some of my favorite websites to see if also expert zero wasters had had that same feeling of impotence. Guess what? I am not alone! In the following list I gathered the difficulties that some bloggers had to face:

  • living with people who aren’t as mindful as you; 

  • eating out at restaurants or at friends’ that use disposable items. In the first case it could be hard to avoid those objects; in the second case you don’t want to sound too judgy or disrespectful by telling them that they made pretty non-environmental choices;

  • changing our habits: our grandparents didn’t have the luxury of having everything prepared and ready to eat so they lived a sustainable life without even knowing it. Living a simpler life requires efforts and time;

  • living in a society that promotes consumerism: we are always tempted to buy new objects and quieting that inner voice that tells us that we do need that thing can be hard sometimes;

  • the impossibility of producing zero waste. At the most, it is possible to drastically reduce our trash. We should consider the zero waste concept as a goal;

  • the amount of waste we produce is also related to the country where we live. Having the opportunity to buy at local food markets, bulk stores and thrift shops surely help conducting such way of life;

  • the beginning is the hardest part because you have to spend a lot of time for the cause.


Lastly, I add another personal challenge which is the organization it requires such lifestyle. I am usually quite disorganized and if you don’t want to create any extra waste, planning your meals (especially for when you are not home) is essential. I like cooking but not everyday or all day long. As said before, our society is based on consumerism which lures people into buying because something is convenient, practical and quick. Just think about bagged salads: isn’t it more convenient instead of a head of lettuce that you have to tear into bite-size pieces, then wash and dry? This aspect is a goal I will have to work hard on.

There are also good news, don’t dispair! Let’s see what our friendly bloggers advice:

  • start right away! As soon as you state with youself that you want to lead a zero waste life, your brain will activate an eco side (I do confirm this 🙂 );

  • take your time, as it is not a competition against somebody;

  • write down a goal you want to reach and give yourself a deadline; note down something you always forget to do or set alarms in your phone to help with it; write a list with two columns: in the first one, note your actual situation and in the other one eco solutions you can adopt;

  • if you live with people who don’t see eye to eye with you, try teaching them with your own example rather than giving them a lesson. Give information only if they ask you to (damn it, I have to remember this) and when they will be more familiar with the topic they might even give it try;

  • if your partner can’t really be bothered with this lifestyle, concentrate on yourself only and don’t let them distract you from your objective. Do not complain about their behavior nor judge them;

  • if while looking at your pantry you realize that a certain item is about to finish, swap the packaged solution for a greener one such as the bulk alternative, recycled packaging or local products which usually have almost no wrapping;

  • join Facebook groups that can help you finding local stores that sell in bulk around your area;

  • the most environment friendly objects are the one you already own or that come from a second-hand store. There is no need to buy a whole set of glass jars if you already have plenty of plastic containers!

And last but not least, there is an entire community of people who love our environment and are passionate about our planet. Get inspiration from them!

I hope these two lists gave you one more reason to try going zero waste. Personally, it helped me seeing things clearer and it definitely reassured me a lot!

See ya later alligator. Thanks

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