PULIZIA DELLA SPIAGGIA!

(English version below)

Ciao a tutti!

Mi dispiace se non sono stata molto attiva ultimamente, ma nel mio nuovo capitolo di vita, internet non funziona sempre e, in caso funzionasse, sarebbe in modalità singhiozzo.

Oggi voglio parlarvi di un’attività davvero interessante organizzata da alcuni stranieri trasferitisi in pianta stabile nell’isola di Utila, Honduras. Utila è una piccola isola caraibica al largo dell’Honduras. La maggior parte dell’immondizia che viene gettata in fiumi o canali di scolo finisce nell’oceano, dove delle correnti particolari la spingono verso il mare aperto, finendo conseguentemente sulle spiagge di Utila. Poco a poco la spazzatura si accumula e una splendida spiaggia dei Caraibi finisce per diventare una discarica. Così, un po’ di tempo fa, una coppia di stranieri che vive sull’isola, Tiffiny e Michael, ha deciso di iniziare una pulizia settimanale delle spiagge, pagina facebook Utila Beach Cleanup. Alle 9 di mattina, i volontari s’incontrano in un determinato luogo da cui parte un furgone, o dei tuk-tuk :), diretto verso una delle spiagge che si trovano a settentrione dell’isola, con sacchi della spazzatura, acqua per tutti e una dolce ricompensa per il paio d’ore di duro lavoro donato: cocomero, ananas o banane!

Tiffiny mi ha spiegato che le prime volte di pulizia della spiaggia, la quantità di immondizia era tale da impedire di vedere la sabbia sottostante. Hanno impiegato sei settimane per finalmente notare una sorta di cambiamento. A volte, perfino dopo un’intera giornata di lavoro, con pausa pranzo, avrebbero potuto continuare all’infinito, tanta era la massa di rifiuti. In quelle spiagge già ripulite stanno ora portando avanti un programma di mantenimento, cioè monitorano e intervengono qualora l’entità di spazzatura è tale da essere considerata eccessiva. Per quanto riguarda la spiaggia di cui ci stiamo occupando da tre settimane a questa parte, stiamo attuando un programma di pulizia, il che significa che la spiaggia non è mai stata pulita e pertanto stiamo effettuando la prima raccolta. La tipologia di rifiuti che abbiamo raccolto consiste principalmente in innumerevoli pezzetti di polistirolo, plastica, tappi di bottiglia e un paradiso di ciabatte di ogni sorta. Nell’immagine sottostante si può notare come, di primo acchito, quei pezzettini bianchi possano assomigliare a corallo e conchiglie, ma guardando più attentamente ci si accorgerà che non è altro che polistirolo. Nella seconda immagine, Tiffiny sovrasta una montagna di ciabatte…

Nella prima e seconda immagine, un altro momento della pulizia della spiaggia e il tanto agognato cocomero di fine lavoro!!!

La terza immagine mostra parte dei sacchi d’immondizia raccolta in tre giorni, per un totale di sei ore di lavoro. I sacchi dovrebbero poi essere recuperati dall’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, ma sono già tre settimane che marinano al sole e ancora non si è visto nessuno. Purtroppo, puoi spiegare migliaia di volte alla gente del posto che ciò che stai facendo è per il bene dell’isola e della comunità, e per tutta risposta vedrai erigersi un muro a dimostrazione che non vogliono accettare alcun cambiamento, poco importa se positivo. Pertanto, i sacchi rimangono momentaneamente lì. Sempre meglio di ciabatte e altri rifiuti sparsi per la spiaggia. Nonostante ciò, esiste una piccola ma agguerrita comunità di persone che ha a cuore il futuro dell’isola e non si arrende. Gli stessi Michael e Tiffiny hanno costruito una piccola stazione di riciclaggio di fronte al loro ristorante, dove è possibile riciclare plastica, carta e lattine di metallo. BICA, l’Associazione di Conservazione delle Bay Islands, si occupa invece di riciclare il vetro, tagliando le bottiglie e facendone bicchieri o posacenere. Un’altra signora espatriata a Utila, Sharon Taylor, ha dato vita al progetto Utila Organic Bodyworks, producendo prodotti di bellezza biologici realizzati con l’utilizzo di materie prime locali. I suoi prodotti sono bio e del tutto naturali, inoffensivi per il mare e la barriera corallina. A seguito dell’esempio di Utila Beach Cleanup, alcuni centri d’immersione dell’isola hanno deciso d’inserire tra le attività obbligatorie per diventare divemaster, una giornata di pulizia delle spiagge a cui ogni studente deve partecipare se desidera ottenere il certificato di divemaster. Quest’ultimo fatto è una grande prova di come dare l’esempio possa portare altre persone ad agire di conseguenza. E come sempre, sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo!

BEACH CLEAN UP!

Hi guys, long time no see! My bad, but I got caught up in a brand new life where Internet doesn’t always work and if it does, most of the time is in hiccup mode. Anyway, today’s post is gonna be about an exciting activity that some expats here in the island of Utila, Honduras, have set up. Utila is a caribbean island off the coast of mainland Honduras. Most of the garbage that is thrown out in the environment, like rivers or ditches, gets pushed towards open sea by some specific currents. Eventually this trash gets washed on Utila’s beaches. Little by little, the trash builds up and a beautiful caribbean beach turns into a landfill. So some time ago, an expat couple, Tiffiny and Michael, have decided to start a weekly Utila Beach Cleanup. At 9 am, volunteers gather at a meeting point where a truck (or tuk-tuks 🙂 ) take them to one of the beaches situated on the North side of the island. They bring garbage bags, water for everybody and a final compensation for a 2-hour hard work: watermelon, pineapple or bananas!

Tiffiny was explaining me that the first beaches they started cleaning up were so full of trash that you couldn’t even see the sand beneath. It took them around six weeks of work to finally see some change in that beach. Sometimes they would even spend a whole day, with a lunch break, and still they could’ve gone on forever so much it was the amount of waste. So, now, for that beach, called Pumpkin Hill beach, they are doing a maintenance program, which means that they keep it monitored and intervene when the amount of trash that gets washed up is considered too much. At the beach we have been cleaning up for the past three weeks, we are carrying on a cleaning program, meaning that we are cleaning the beach for the first time. The kind of trash we collected was mainly infinite tiny pieces of styrofoam, plastic, bottle caps and a heaven of flip flops of all sorts. Here below you can see that what it looks like shells and coral at a first glance (Picture 1), is in reality pieces of styrofoam. In picture 2, you can see Tiffiny on a flip-flop mountain…

(Picture 3-4 below) Another moment of the beach clean up and the so much saught-after watermelon at the end of the day!!!

In the third picture above, you can see part of the garbage bags we have collected in three days, for a total of 6 hours. The bags are then supposedly collected by the waste company, but they have been staying there for three weeks already and no sign of the trash guys. No matter how much you try to explain local people that what you are doing is for the well being of the island and its inhabitants, more often than not you will find a wall in front of you that is not willing to accept positive changes. So for the moment, the bags stay there. Better there than randomly scattered trash on a beach. It is true, though, that there is a small but thriving community of people who are really caring about the future of the island and don’t despair. Tiffiny and Michael also have built a recycling station in front of their restaurant where you can throw paper, plastic, metal cans and regular trash in four different bins. BICA, the Bay Islands Conservation Association, takes care of recycling glass by cutting bottles to make glasses or ashtrays. There is another expat, Sharon Taylor, who opened a Utila Organic Bodyworks project and she now makes many kinds of natural products with local raw materials. Her products are all organic and therefore do not pollute the ocean. Inspired by the example of Utila Beach Cleanup, a couple of dive centers on the island require now that their divemasters in training do at least one day of beach cleanup as part of their program to become a divemaster. This is a great piece of evidence of how setting the example can lead to someone embracing it. And again, be the change you wish to see in the world!

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